Piana di Monte Verna, evento storico culturale dedicato alla battaglia del Volturno
L’obiettivo principale è la ricostruzione, la custodia e la divulgazione delle fasi storiche della Seconda Guerra Mondiale.

Piana di Mante Verna (Caserta) – Il cuore di Piana di Monte Verna (Casserta) si è trasformato per un giorno nel centro culturale di un evento storico dedicato alla liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca.
La manifestazione è realizzata per ricordare la cruenta battaglia del Volturno, quando le truppe americane occuparono la Piana a costo di un pesante tributo di sangue. Un territorio che, più di un secolo prima, aveva già visto i garibaldini combattere contro l’esercito borbonico.

Membri storici dell’associazioni riportano alla luce episodi bellici
L’iniziativa, sostenuta dal sindaco Stefano Lombardi, è stata creata dall’associazione Linea Volturno 1943. Nata lo scorso anno, l’organizzazione annovera tra i suoi membri storici, ricercatori ed ex militari impegnati a riportare alla luce gli episodi bellici che hanno interessato i comuni bagnati dal fiume Volturno. L’obiettivo principale è la ricostruzione, la custodia e la divulgazione delle fasi storiche della Seconda Guerra Mondiale sul territorio.
“La nostra è una realtà concreta e coinvolgente che in poco tempo ha già affascinato molti iscritti, – ha commentato il presidente Nicola D’Angelo – Il nostro intento è collaborare con altre organizzazioni culturali e con il mondo della scuola per integrare i programmi didattici e ricordare un periodo tragico della storia che ci riguarda da vicino.”
La piazza del paese ha ospitato un’esposizione di reperti bellici e documenti, inclusi materiali relativi alla 3ª Divisione Infantry U.S. Army. La mostra è stata arricchita dalle testimonianze di cittadini ancora in vita, custodi di ricordi drammatici che desiderano tramandare alle nuove generazioni.
In vendita gadget e simboli bellici
Oltre ai giubbotti neri, simbolo di appartenenza all’associazione, è stato possibile acquistare i Dog Tag (piastrini di riconoscimento) che l’organizzazione ha dedicato alle famiglie dei soldati americani e italiani caduti nell’area del Volturno.
Erano inoltre esposti oggetti recuperati sul campo e mappe militari provenienti dagli archivi italiani e statunitensi. Strumenti fondamentali per ricostruire i percorsi e le strategie delle diverse divisioni durante gli scontri.
Nascerà la “Stanza della Memoria”
L’obiettivo a lungo termine è consolidare la ricerca sul territorio per realizzare una “Stanza della Memoria”. Qui si potranno esporre stabilmente i reperti recuperati, e intensificare i rapporti con gli Stati Uniti per acquisire ulteriori informazioni utili alla ricostruzione dei fatti.
Un corteo, guidato dagli agricoltori pianesi, ha attraversato la città seguito dai rappresentanti di Combat Road, Historicus A.P.S., Warriors Anzio e dell’Associazione Nazionale ex Combattenti (sezione Mignano Montelungo).
I tragici eventi ricostruiti da studiosi
È doveroso ricordare che i tragici eventi dell’autunno 1943 nell’area del Volturno sono stati ricostruiti grazie all’instancabile lavoro di studiosi che hanno rotto un silenzio durato decenni:
Giuseppe Capobianco è stato il pioniere della ricerca sulle stragi naziste in Terra di Lavoro. Le sue opere, come Il recupero della memoria e La giustizia negata, sono testi fondamentali per comprendere l’occupazione tedesca nel casertano.
Joseph Agnone un Italo-americano che, per puro impegno civile, ha rintracciato negli archivi nazionali USA i documenti originali dell’indagine americana dell’epoca, permettendo la riapertura dei casi giudiziari.
Casi documentati e riportati anche in un libro
Mauro Nemesio Rossi nel 2006 nel libro Alvignano e il suo Arciprete con il supporto del dott. Franco la Vecchia fece approfondite ricerche sulle vittime civili ad Alvignano (teatro di scontri legati alla 3ª Divisione Panzergrenadier), documentando casi come quello di Maria Saggese e del giovane parroco don Biagio Mugione.
Giuseppe Angelone decente all’università di Cassino, Storico che ha curato le schede per l’Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia, documentando episodi come le fucilazioni in località Morrione e via Pietralata.
Dante Marrocco uno studioso locale che ha raccolto le prime testimonianze immediate sulle violenze subite dai comuni dell’alto casertano.
Paolo Albano e Antimo Della Valle: Il primo, magistrato che ha sostenuto l’accusa nel processo contro Wolfgang Lehnigk-Emden; insieme hanno scritto La strage di Caiazzo 13 ottobre 1943, ricostruendo la caccia ai criminali nazisti.
Lutz Klinkhammer: Storico tedesco di fama internazionale, che ha inserito l’eccidio di Caiazzo nelle sue ampie ricerche sulla strategia del terrore della Wehrmacht in Italia.
